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Michael  BECKER

Nato nel 1943 a Tenefly in New Jersey, dopo essersi diplomato nel 1961, ha cominciato a vivere con i proventi delle vincite del bridge fin quando il suo partner Rubin, non lo ha introdotto nell'American Stock Exchange in qualità di option trader.

Il successo in questa nuova attività è stato tale che i due hanno formato una loro impresa nella quale hanno coinvolto un buon numero di bridgisti di alto livello.

Nel 1994, si è ritirato in pensione e si è trasferito a Boca Raton in Florida, dove gioca e insegna bridge.

Life Master a soli 19 anni, è un figlio d'arte (suo padre era il mitico B. Jay Becker) che ha rappresentato più volte la compagine statunitense fino a fregiarsi nel 1983 del titolo di campione del mondo vincendo la Bermuda Bowl di Stoccolma.

 Michael, che aveva iniziato a giocare e vincere con il fratello Steve e che ha vinto 5 volte la Vanderbilt Cup, 3 volte la Spingold Cup  oltre al Mitchell Trophey del 2007 e al Silodor del 1988, detiene con i Jacobs  la peculiarità di essere stato l'unico capace di vincere un Campionato Nord Americano in coppia con il padre, anzi, per l'esattezza, la famiglia Becker di Campionati ne ha vinti due: la Vandebilt Cup nel 1981 e la Spingold Cup nel 1972.

 Lui e suo padre, possono, inoltre, vantare il primato di essere stati gli unici ad aver partecipato giocando in coppia ad una Bermuda Bowl  (quella del 1973).

 Come se non bastasse, la moglie Judy è anch'essa una valente bridgista di livello nazionale.

 Michael, che ha anche fato parte dei famosi Aces di Dallas, ha formato una coppia fortissima con Ronnie Rubin ed è coautore del noto sistema dichiarativo "Ultimate Club" nel quale, tra numerosi gadgets, è inserita una convenzione molto utile per intervenire sull'apertura avversaria di un Senza Atout ed una rivisitazione delle Denials Cue Bid chiamate per l'occasione Variable Cue Bid.

 Nel 2000 ha capitanato come non giocatore una delle due squadre USA che hanno partecipato alla Bermuda Bowl.

 È stato il Presidente del primo biennio di vita della U.S. Bridge Federation.

 Nel 2006 è stato eletto nella Hall of Fame.

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