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Pierre  ALBARRAN

CAMPIONI

Nato nel 1894 nelle Indie Occidentali da padre di origine cubana, Pierre è stato nella prima metà del secolo scorso l'unico nome europeo da poter contrapporre per fama ai campioni americani e resta il bridgista più noto nella storia dei transalpini.

 Pierre imparò il bridge nella prima gioventù durante un lungo periodo di degenza passato a Davos per una malattia polmonare e, da quel momento, decise che questo gioco avrebbe rappresentato prima o poi, la passione della sua vita.

 Pierre inizia a giocare a tennis con impegno e alle Olimpiadi di Anversa del 1920 riesce a raggiungere il bronzo giocando il Misto Open in Coppia con Max Decugis.

 A 32 anni, Pierre diviene aggregato alla cattedra di urologia presso la facoltà di medicina dell'Università di Parigi dove lavorerà per mezzo secolo.

 All'età di 38 anni assieme a Pierre Bellanger, Adrien Aron Sophocle Venizelos forma una squadra che sfida a Parigi, sulla via di ritorno per gli USA, il mitico Culbertson Team, reduce dalla schiacciante  e roboante vittoria sulla squadra inglese del colonnello Buller.

 L'incontro si svolge nella splendida cornice dell'albergo George V di Parigi e dopo un centinaio di rubber ed un arbitraggio piuttosto discutibile, le due equipes sono praticamente in parità e si conviene che la sfida termini senza vincitori. Questo episodio resterà l'unico inciampo del Culbertson Team nelle ripetute sfide con l'Europa, prima della sconfitta subita dall'Austria nel Campionato Europeo/Mondiale del 1937.

Nel 1935 Albarran guida la squadra francese sul tetto d'Europa  e l'equipe, parafrasando la vittoria dei francesi sugli americani in Coppia Davis, passa alla storia del bridge d'oltralpe come i "Mousquetaires".

Albarran introdusse in Europa il metodo di valutazione basato sul punteggio Milton-Work e l'apertura di 2 CRODO, ma soprattutto teorizzò per primo il corto-lungo, ideando con il Canapé un sistema licitativo che fu poi giocato da mezza Europa.

Scrittore estremamente versatile, il primo francofono per quanto attiene al bridge,  Albarran produsse opere che ebbero grande notorietà e che contribuirono grandemente alla diffusione del gioco in Europa, ma, non si limitò a questo e si occupò anche di tennis, scrivendo con il grande campione Henri Cochet, una "Historie du Tennis".

Tra le sue opere ci piace ricordare i due volumi della monumentale "Enciclopedia del Bridge", un'opera che ha determinato la crescita agonistica di innumerevoli giocatori e che fu scritta a quattro mani con De Nexon, il partner con il quale negli anni trenta dello scorso secolo, raccolse allori in ogni parte del mondo.

Ma anche libri come "Memento del Bridge" scritto con Le Dentu e "Ricordi e Segreti" scritto con Jais, fecero la storia del suo tempo.

Buon amico degli italiani, è probabile che il sue stile licitativo influenzò fortemente i nascenti astri italiani del Blue Team che dominarono la scena del bridge mondiale nella seconda parte del secolo scorso, giocando sistemi a base corto-lungo.

Quando scomparve nel 1960, fu l'intero mondo bridgistico a dolersene.

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