Già dopo il
famoso martedì nero del bridge
britannico, il
Culbertson's Team sconfisse come coda
del celebre incontro una seconda Squadra inglese "The Crockfod's Team"
che era
composta dal famoso Colonnello Henry Beasley
che l'aveva organizzata oltre che da Sir Guy Domville, da
Captain Hogg e da George Morris.
La sfida
si svolse sulla distanza di 200 boards e fu vinta dagli americani per 4.905
punti.
Quando nel
1933 l'industriale americano Charles Schwab, che era Presidente del
Whist Club di New York, mise in palio la celebre Coppa, la squadra
americana sbarcò a Londra formata da due sole coppie: Ely Culbertson che
giocava con Theodore Lightner e sua moglie
Josephine che giocava con
Michael Gottlieb.
Ely,
che era un eccezionale promoter, riuscì a dare alla sfida nuovamente rilevanza
mondiale.
La Squadra
Inglese fu nuovamente capitanata dal Colonnello Beasley che giocava
ancora in coppia a Sir Guy Domville e da altre due fortissime coppie
del tempo: George Morris (che aveva già partecipato alla precedente
sfida) e che giocava con Percy Tabbush e da
Lady Doris Rhodes che giocava in coppia
con
Graham Mathieson.
La sfida
si svolse sulla lunghezza di 300 boards al Selfridges e si concluse con
il vantaggio di 11.110 a favore della squadra americana.
Ely
Culbertson, che dopo le vittorie di tre anni prima, aveva fondato la sua
personale fortuna propagandando un nuovo metodo di licitazione, vinse
nuovamente e largamente la sfida, nonostante che gli inglesi avessero formato un team
di buonissimi giocatori e, naturalmente, non perse l'occasione per attribuire
tutto il merito di questa nuova vittoria, alla superiorità del suo Sistema.
Così, la Schwab Cup varcò l'Oceano, ma non dovete credere che la
proverbiale fortuna di Ely non avesse avuto gran merito nel risultato finale. A
titolo di esempio, osservate questa Smazzata:
Gli
inglesi Beasley e Domville approdarono all'onesto contratto di 4
che fu mantenuto senza grossi problemi.
Nell'altra
sala Josephine Culbertson e Michael Gottlieb dimostrando un'osservanza
evangelica verso il dettato del Sistema di Ely, dichiararono questa orripilante
manche a SA:
Ovest Nord
Est Sud
-
1
pas 2SA
pas 3SA
Domville,
che si trovava in zona, con le carte di Est non ritenette opportuno intervenire
a cuori a causa della debolezza della sua mano e Morris, che era in Est,
si produsse nel normalissimo attacco di 6
.
Vinto
l'attacco con il Dieci del morto, Gottlieb che sedeva in Sud, dimostrò tutto il
suo sangue freddo non facendo una piega e procedendo con Asso di quadri e quadri
per il Re!
Una volta
catturata la Dama seconda di Est, Gottlieb giocando sulla difficoltà di scarto
dei suoi avversari, realizzò pure una surlevée! Mano pari!!
Che volete, a
quei tempi questa era la dichiarazione.
Ely decise di
rimettere in palio la Coppa l'anno successivo e, stavolta, il partner di sua
moglie fu Albert Morehead.
Questa volta gli
inglesi indissero una selezione nazionale per designare le coppie che avrebbero
cercato di riportare in Inghilterra la prestigiosa Coppa. Ne risultarono
vincitori i fortissimi Richard Lederer
e William Rose, coppia portante della squadra che aveva vinto la Gold Cup
(il massimo trofeo bridgistico britannico) e Henry St John Ingram con Stanley E. Hughes.
 |
|
Schwab Cup
1933: Ely e Josephine vs Beasley e Rhodes
Arbitro:
G.G.J. Walshe |
Durante i cinque giorni di durata di questa nuova sfida che si svolse al
Dorchester Hotel, Lederer in coppia con
W. Rose produsse uno score
fortemente vincente che fu, però, vanificato
dalla cattiva prestazione dei loro compagni di squadra, così che, la vittoria andò,
ancora una volta, al portentoso Culbertson Team.
Oltre Manica,
sono molti a pensare ancor oggi che la Squadra di Lederer al completo,
quella che aveva trionfato nella Gold Cup di quell'anno, avrebbe
fatto giustizia della tracotanza americana, ma, sta di fatto, che la
seconda coppia inglese fece parte della Squadra che vinse la Gold Cup due
anni più tardi.
Il Match
fu descritto in tre libri e non ci furono
ulteriori rivincite.
Parecchi anni
più tardi, Ely, onusto di vittorie e ricco da far invidia, donò la
Schwab
Cup alla World Bridge Federation che, a
sua volta, la designò come premio per i vincitori del
Campionato Mondiale a Coppie Libere
che vide la luce nel 1962.
Per uno strano
destino, nessuna coppia inglese è riuscita, almeno fino ad oggi, a riportare
nelle mura amiche la Schwab Cup.

The matches in 1933 and 1934 both took
place for the Schwab Cup, a trophy presented for Anglo-American matches
by Charles Schwab, an American industrialist and patron of bridge, who
was president of the Whist Club of New York. In 1933, Michael Gottlieb
replaced von Zedtwitz in the Culbertson team.
The
British team consisted of Lt. Col. 'Pops' Beasley and Sir Guy Domville,
Percy Tabbush and George Morris, Graham Mathieson and Lady Doris Rhodes
(pairs were sometimes aligned differently). Culbertson's team won by
10,900 total points over 300 hands. A decisive, but not overwhelming,
victory.
The
following year, again in London, the Schwab trophy pitted Culbertson's
team against, for the first time, a team with "two very experienced
partnerships" (Reese) captained by Col. Walshe. The American team
consisted of the Culbertsons, Lightner and Albert Morehead. The British
team was Richard Lederer and Willie Rose; Harry Ingram and Stanley
Hughes, with the captain (Col. GGJ Walshe) and A. Frost as reserves.
Culbertson's team won by 3,650 points over 300 deals. At one time the
British team had built up a lead of over 5,000 points, and the Americans
led by only 970 points with one session, of 30 deals, remaining. The
Lederer–Rose pair tired but refused to take a rest; the last set was a
disaster.
Ingram referred to the element of fatigue when he said "At least three
of the English players had done a day's work before the evening sessions,
while the Americans did not get up till lunchtime."
All
the same, Walshe's team had shown that the great Culbertson team was
vulnerable.