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La beffa al Conte di Cumberland |
MANO 125 |
Il Prof. Richard Proctor nel suo volume "Come giocare a Whist" edito nel lontano 1885, conferma la veridicità di una leggenda metropolitana riportandovi un fatto che sembra sia effettivamente accaduto al Conte di Cumberland che fu uno dei figli del Re Giorgio III d'Inghilterra.
Il Conte, che era un accanito giocatore, raccolse queste carte giocando la solita partita di Whist nella sua tenuta di Bath:
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| ARD | |
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ARDF |
| AR | |
| RF97 | |
e dato che la Smazzata andava giocata a fiori, essendo stata appunto un 7 di questo colore l'ultima carta distribuita, egli attaccò correttamente con il sette di atout per diminuire la possibilità dei tagli incrociati ai suoi avversari.
A questo punto sembra che il Conte sia stato portato dai presenti a scommettere 20.000 £, una somma anche oggi rispettabile ma, per quei tempi, davvero stratosferica, sul fatto che non sarebbe riuscito a fare nemmeno una presa.
Questa è l'intera Smazzata, che prova senza ombra di dubbio quanto possano essere crudeli e traditrici le carte da gioco:
| FT9876 |
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T9876 | ||||
| DF | |||||
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5432 | |||
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5432 | ||
| T98765432 | - | ||||
| ADT8 | 65432 | ||||
| ARD | |||||
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ARDF | ||||
| AR | |||||
| RF97 | |||||
L'intera vicenda sembra troppo paradossale per essere realmente accaduta e, pur tuttavia, questa Smazzata è in assoluto, una delle prime ad essere assurta agli imperituri onori della cronaca bridgistica.
Un analisi a doppio morto della Smazzata rivela che essa con le sue 18 atout consente tra le 20 e le 21 prese (13 prese in un nobile se giocate da Nord e 8 prese a quadri per EO) contraddicendo fortemente il dettato della Legge.
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