|
Tagli super produttivi |
MANO 10 |
Questa mano è stata realmente giocata ai Campionati del MEC svoltisi a Birmingham una ventina di anni fa dal campione inglese Chris Dixon:
| ♠ | T73 |
| ♥ | D85 |
| ♦ | D |
| ♣ | AR7643 |
![]() |
|
| ♠ | ARDF86 |
| ♥ | A3 |
| ♦ | AT85 |
| ♣ | 2 |
Il contratto era 6♠ e l'attacco fu il 9♣ che venne presso dall'Asso del morto, mentre Est rispondeva con la Dama.
Prima di proseguire nella lettura dell'articolo, mettetevi al posto di Sud e provate a fare un piano di gioco.
Se l'attacco non vi ha insospettito, avete perso il diritto di misurarvi con Chris.
Una volta preso l'attacco, il campione inglese proseguì con Dama di quadri presa di Asso e quadri tagliata al morto, piccola cuori per l'Asso della mano e quadri tagliata al morto, piccola fiori tagliata di Asso e ultima quadri della mano tagliata di T al morto.
Ora, e solo ora, Dixon chiamò il Re di fiori dal morto per scartare il 3♥ dalla Mano, lasciando Ovest privo di difesa.
Questa linea di gioco è perdente solo se Est riesce a tagliare la terza quadri, questo avviene quando le quadri sono divise 6-2 (8.57%) ed Est, assieme al doubleton di quadri, ha anche il nove di picche (50%).
Le probabilità a priori a favore del mantenimento dello slam con il gioco illustrato sfiorano il 96% e dato che le probabilità a priori di trovare il singolo di fiori in Ovest sono un non trascurabile del 7.27%, la manovra adottata da Dixon risulterebbe conveniente anche se le carte di fiori uscite nel primo giro, fossero meno allarmanti di quelle giocate dai suoi avversari.
La smazzata era quella che segue e tutti coloro che al secondo giro hanno giocato il Re di fiori per scartare immediatamente la cuori perdente della Mano, hanno visto Ovest tagliare e tornare picche condannando inesorabilmente il contratto.
|
BOARD 1 |
T73 |
Dealer N |
|||
| D85 | |||||
| D | |||||
|
|
AR7643 | ||||
| 9542 |
|
- | |||
| T9742 | RF6 | ||||
| F72 | R9643 | ||||
|
|
9 |
|
DFT85 | ||
|
Tutti in 1ª |
ARDF86 |
Attacco = 9 |
|||
| A3 | |||||
| AT85 | |||||
|
|
2 | ||||
Questa mano riportata a suo tempo dal compianto Hugh Kelsey si presta a stigmatizzare la fondamentale importanza della prima carta giocata.
Senza l'attacco fiori, che sa di singolo lontano un miglio, lo Slam avrebbe maggiori probabilità di cadere.
In realtà, a carte viste, c'è una manovra che rende imperdibile lo slam con qualsiasi attacco.
Basta giocare la Dama di quadri dal morto e lisciarla se Est non la copre, in questo modo, qualsiasi cosa faccia Est, è sufficiente tagliare due sole quadri al morto per condurre in porto lo slam (in quanto la caduta del Fante di Ovest promuove a vincente il T di quadri di Sud).
Tuttavia le probabilità a priori di trovare una simile divisione dei resti (Fante terzo in Ovest e Re quinto in Est) superano di poco il 6% e non vi è ragione per adottare una simile linea di gioco a meno che non si sta risolvendo un problema a doppio morto.
La licita di Birmingham si svolse in perfetto stile Acol (lo standard inglese di quei tempi):
| Nord | Est | Sud | Ovest |
|
1 |
pas |
2 |
pas |
|
3 |
pas |
3 |
pas |
|
4 |
pas |
6 |
pas |
| pas | pas |
1♣ = Nord ha un bel colore di fiori sesto ed aiuto accettabile per entrambi i semi nobili, la sua apertura è al limite ma può essere considerata accettabile.
2♠ = per chi gioca i salti forti queste mani sono una manna caduta dal cielo. Si riesce a stabilire una situazione forzante a manche a basso livello presentando al contempo un colore interessante.
3♣ = replica praticamente obbligata, non c'è fretta di mostrare un fit minimale a picche quando la situazione è già forzante a partita. Molto meglio descrivere quella che è la caratteristica fondamentale della propria mano.
3♠ = dopo un salto forte, la ripetizione del colore quasi impone l'atout.
4♠ = ecco arrivato il momento per presentare un modesto aiuto in atout riveniente da una mano chiaramente minima e caratterizzata principalmente da un bel colore di fiori.
6♠ = la chiusura a slam di Sud può apparire poco raffinata ma certamente è assai efficace, non fornisce informazioni ai difensori e punta direttamente al contratto che palesemente ha buone probabilità di poter essere mantenuto.
Difficilmente un raffinato colloquio licitativo instaurato a livello di manche potrebbe portare ad appurare l'esistenza di tutte quelle numerose condizioni che sarebbero in grado di assicurare allo slam le dovute possibilità di successo.
Provate a dichiarare questa mano con il vostro sistema abituale e vedrete che, per ben che vi vada, finirete per chiamare lo slam a peso anche voi.
Ritengo che Dixon abbia avuto ottime ragioni per chiamare lo slam "a strappo", lasciando gli avversari quasi al buio.
Del resto, ancor oggi il principio del Fast Arrival si impone ogni qualvolta si percepisce che il colloquio instaurabile non sarà sufficiente per chiarire con il dovuto dettaglio, lo stato dell'arte.
|
Sezione di 11 Smazzate |