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Valutazione delle Mani Bilanciate il Banzai Method

Durante gli oltre cento anni della Storia del Bridge ci sono stati molti tentativi di rapportare il valore delle carte onori ad un numero intero che potesse tener meglio conto della loro insita capacità di realizzare prese.

Infatti, i punti Milton Work che il maestro americano propugnò nel lontano 1914 sostituendo il conteggio per prese che era sostenuto dal Culbertson nel suo sistema, sono molto semplici da ricordare ma portano a volte a valutazioni fallaci.

Il metodo di conteggio proposto da Milton Work fu inserito da Charles Goren nel suo sistema ed è rimasto lo standard mondiale fino ad oggi.

Goren System

Onore

punti

Asso

4

Re

3

Dama

2

Fante

1

Tot.

10

Inizialmente i criteri per l'apertura e per la manche furono fissati a 12 e 26 punti, poi, pian piano, l'esperienza dimostrò che per aprire ne bastavano 12 e per la manche a SA ne erano sufficienti 25.

Verso gli anni ’30 del secolo scorso, erano le squadre del centro Europa che dominavano la scena continentale e, nel 1935 l’austriaco Paul Stern con il suo famoso Vienna System propose per la prima volta una scala alternativa:

Vienna System

Onore

punti

Asso

7

Re

5

Dama

3

Fante

1

Tot.

16

Il mazzo veniva ad avere 64 punti, per cui lasciando immutati i criteri statistici quantitativi, per effettuare l’Apertura ne occorrevano 19 (12 : 40 = x : 64) e per la Manche 40 (25 : 40 = x : 64).

La nascente follia nazista costrinse quel nugolo di fortissimi giocatori austro-ungarici a disperdersi per il mondo e, di fatto, spazzò via la nomenclatura bridgistica di quel tempo.

Le altre scale proposte nel tempo in varie parti del mondo, di solito, non sono riuscite a superare i limiti geografici del Paese nel quale sono stati ideate.

Recentemente l’inglese David Jackson ha proposto in un suo libro scritto a 4 mani con il campione Ron Klinger, una nuova scala che ha chiamato Banzai Method (ispirandosi al suo nickname) e che, come del resto avevano fatto tutti i suoi numerosi quanto illustri predecessori, ritiene valido esclusivamente per le mani bilanciate.

Il suo criterio di conteggio tiene conto anche del Dieci e questo è già un gran bel passo avanti:

Banzai Method

Onore

punti

Asso

5

Re

4

Dama

3

Fante

2

Dieci

1

Tot.

15

Stavolta, il mazzo contiene 60 punti e per aprire ne occorrono 18 (12 : 40 = x : 60), mentre, per una manche ne servono 37½ (12 : 40 = x : 60).

Nella sua opera, purtroppo pubblicata solo in lingua inglese, l’autore ci invita a  seguirlo nel seguente ragionamento.

              Ovest           Est

            ♠ A965            ♠ K2

            ♥ A64              ♥ KT72

            ♦ K74              ♦ A53

            ♣ A85             ♣ T742

Questa linea ha 25PO che, secondo i consueti metodi di valutazione, più belli non potrebbero essere: sono presenti tutti e 4 gli Assi e 3 ben Re, inoltre, a corredo ci sono anche due Dieci ed un Nove.

Eppure, non vi è modo di andare oltre le 8 prese a SA e, anzi, non vi è modo di mantenere nessun contratto di manche.

In questa altra linea, ci sono ancora 25PO e le carte di Est sono identiche a quelle del caso precedente:

              Ovest            Est

            ♠ QJT6           ♠ K2

            ♥ QJ3             ♥ KT72

            ♦ QJT             ♦ A53

            ♣ KJ6            ♣ T742

le carte di Ovest, invece, pur contando gli stessi 13PO, mancano completamente di Assi, tanto che qualsiasi metodo correntemente in uso porterebbe a svalutarle.

Eppure, stavolta, almeno le 9 prese della manche a SA sono stese sul tavolino!

Mettiamo ora alla prova con queste due linee anche il sistema di Stern.

La prima conta 26 punti in Ovest e 17 in Est per un totale di linea di 43, del tutto sovrabbondanti rispetto ai 40 necessari per lanciarsi nella manche a SA.

La seconda ne conta in Ovest solo 18 per un totale di linea di 35 del tutto insufficiente per intraprendere la via della manche.

Non vi è da meravigliarsi che il Vienna System non sia sopravvissuto alla prova del tempo.

Da questo primo confronto i Punti di Milton Work escono decisamente vincenti perché, al contrario di quelli del Vienna System, almeno in un caso su due, portano alla giusta meta.

Ma, ora passiamo ad analizzare le due linee con il nuovo metodo proposto dal Banzai System.

La prima Linea conta 19 punti in Ovest e 15 in Est, per un totale di 34 che è del tutto insufficiente per spingersi a manche.

La seconda Linea in Ovest ne conta 23 così che il totale di linea arriva a 38, superando di un’unità il minimo previsto per l’impegno di manche.

Non c’è che dire: una bella differenza!

Ora proviamo a considerare il momento dell’apertura:

            Ovest 1          Ovest 2

            ♠ A965            ♠ QJT5

            ♥ A64              ♥ K962

            ♦ 874               ♦ QJ5

            ♣ A85             ♣ QJ2

Entrambe queste due mani, con i loro 12 PO, sono adatte all’apertura per il metodo di Milton Work.

Con quello di Stern, la prima conta 2 punti in più del minimo necessario per aprire (21 contro 19), la seconda ne conta 2 in meno (17 contro 19).

Infine, con il metodo di Jackson, la prima ne conta ben 3 in meno del minimo previsto per poter aprire (15 contro 18), mentre, la seconda ne conta 2 in più (20 contro 18).

L'ultimo a modificare la scala di Milton Work è stato l'esperto americano Martin Bergen.

Questa è la sua proposizione:

Bergen Method

Onore

punti

Asso

Re

4

Dama

Fante

¾

Dieci

¼

Tot.

12

Martin aggiunge che con tre Assi o con tre Dieci si aggiunge un punto, mentre, con tre Dame o con tre Fanti, si toglie un punto.

Indice Valutazione