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La previsione errata |
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Mitchell Library |
Negli scorsi anni '80, lo scozzese Ian Dalziel ha pubblicato una ricerca sul Bridge e sui giochi di carte nel corso della quale ha ritrovato presso la Biblioteca Mitchell di Glasglow un articolo apparso nel numero di marzo del 1900 della rivista "Baily's Magazine of Sports and Pastimes".
L'articolo era intitolato "Mode nei giochi di carte dal 1629 (Picchetto) al 1899 (Bridge)" e vi si ritrova un bello spaccato della Società di quel tempo.
Vi riporto la traduzione letterale dell'articolo fatta molti anni fa per i lettori de "Il Messaggero" da Filippo D'Amico.
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In questo anno di grazia abbiamo avuto la sorte di essere testimoni di una cartomania che ha messo profonde radici nel bel mondo. I sociologi del futuro sicuramente annoteranno questa sorprendente passione per la riforma rivista e corretta del Wisth chiamata "bridge"; e grazie alla moda in auge nella Buona Società, non mancherà il materiale per scrivere articoli. Il "Diario Sociale" dei quotidiani, ed i tantissimi "Fogli della Società" informeranno come alla fine del XIX secolo il bridge, le sue probabilità ed i suoi misteri fossero l'unico argomento di conversazioni ai bordi delle piste di pattinaggio, nei ristoranti alla moda e nei circoli; come le padrone di case più in vista prevedessero sale per il bridge alle loro feste, e come il gioco fosse diventato uno dei personaggi preferiti alle danze in maschera. Ma il bridge merita certamente attenzione per il modo originale in cui è stato introdotto nella società londinese. Nato a Costantinopoli con il nome di "Britch", fece la sua prima comparsa al Portland Club nel 1897 grazie, almeno così si narra, a un attacco di distrazione da parte di Lord Brougham che, distribuendo le carte a whist, si dimenticò di scoprire l'ultima carta, per poi giustificare l'omissione dicendo che pensava di star giocando a bridge. Archibald Dunne jr., nella sua ultima opera sull'argomento, dichiara comunque di aver giocato a una specie ibrida di bridge, simile a quello moderno, già 20 anni fa a Smirne. Si può quindi affermare che sulle origini del gioco non si sa niente di veramente preciso. Si parla, abbiamo sentito, di fondare un "Circolo di Bridge", ma tutti questi entusiasmi vanno presi cum grano salis. Solo pochi giochi di carte alla moda sono sopravvissuti più di qualche anno (come questo articolo dimostra), e da qualche tempi si è accentuata l'abitudine della Società di cambiare rapidamente idea, specialmente per quanto riguarda i suoi passatempi. È quindi assia dubbio che la passione del momento sopravviva al XIX secolo. |
Quella previsione di oltre un secolo fa, appare chiaramente infondata ed è mia impressione che chi l'ha formulata, di bridge sapeva davvero poco o niente.